Ayuda
Ir al contenido

Dialnet


Migrazioni “forzate”: Un episo dio di captivitas nella Puglia del primo ottocento

    1. [1] University of Foggia

      University of Foggia

      Foggia, Italia

  • Localización: Vergentis: revista de investigación de la Cátedra Internacional conjunta Inocencio III, ISSN-e 2445-2394, Nº. 10, 2020 (Ejemplar dedicado a: Migrants and refugees in the Law (III). Historic evolution, current situation and unsolved questions), págs. 159-178
  • Idioma: italiano
  • Títulos paralelos:
    • “Forced” migrations: An episode of captivitas in the Apulia of the early nineteenth century
  • Enlaces
  • Resumen
    • English

      Some papers kept in the Foggia State Archive reveal a little-known cross-section of the migratory phenomenon between the two southern shores of the Adriatic in the early nineteenth century. It consisted in the mutual displacement of “foreigners” who reached the coasts of the Kingdom of the Two Sicilies and depleted then inhabitants to be used, in all probability, for slave duties. One of the most striking episodes of aggression was recorded in Monte S. Angelo in 1804, when a group of unfortunates was captured by unidentified foreigners. The story can be reconstructed thanks to a series of documents, including the declaration made by the prefect of Lucera who intended to initiate, by faith of slavery, the procedure for their freedom. The expulsive phenomenon, which therefore did not stop at the old regime but persisted even after the Enlightenment claim of fundamental rights, deserves to be reconstructed with particular regard to the historical-juridical implications: it generated - still in the 19th century - serious consequences of public order, which deeply affected the southern society, its perception of insecurity, trust feelings between population and institutions.

    • italiano

      Alcuni incartamenti custoditi presso l’Archivio di Stato di Foggia rivelano uno spaccato poco conosciuto del fenomeno migratorio tra le due sponde meridionali dell’Adriatico all’inizio del secolo XIX. Esso consistette nel vicendevole spostamento di ‘stranieri’ che raggiungevano le coste del Regno delle Due Sicilie e vi deportavano abitanti da adibire, con ogni probabilità, a mansioni di schiavi. Uno degli episodi più eclatanti di aggressione si registrò a Monte S. Angelo nel 1804, quando un gruppo di malcapitati finì catturato da non meglio identificati stranieri. La vicenda è ricostruibile grazie ad una serie di documenti, tra i quali la dichiarazione resa dal prefetto di Lucera che intendeva avviare, mediante fede di schiavitù, la procedura di affrancamento. L’ondata espoliativa, che non si arrestò dunque all’antico regime ma perdurò anche dopo la rivendicazione illuministica dei diritti fondamentali, merita d’esser ricostruita con particolare riguardo ai risvolti storico-giuridici: essa ingenerava infatti, ancora all’alba dell’Ottocento, gravi conseguenze di ordine pubblico, che incidevano a fondo sul tessuto della società meridionale, sulla sua percezione di insicurezza, sul circuito fiduciario tra popolazione e istituzioni


Fundación Dialnet

Dialnet Plus

  • Más información sobre Dialnet Plus

Opciones de compartir

Opciones de entorno